Catastrofi naturali e altri imprevisti: la videoconferenza per garantire la business continuity

Settembre 2014 – La nuova minaccia del vulcano islandese, l’epidemia di Ebola e le tensioni internazionali fanno emergere la videoconferenza come strumento indispensabile per le aziende.

Le spettacolari immagini del vulcano islandese Bardarbunga stanno facendo il giro del mondo. Le sue bocche da fuoco continuano a sputare lava, facendo temere uno sconvolgimento del clima e addirittura l’inizio di una nuova era glaciale. Nel 2010, un altro vulcano islandese dal nome impronunciabile, l’Eyjafjallajokull, con le sue nubi di ceneri aveva provocato la più vasta chiusura dello spazio aereo decretata in Europa in tempo di pace. Circa 100mila voli erano stati annullati nel giro di un mese e 10 milioni di passeggeri erano rimasti bloccati negli aeroporti.

videoconferenza-business-continuityQUANDO IL VIAGGIO SIGNIFICA RISCHIO

Viaggiare per commercio e per affari non significa più, come nei secoli scorsi, rischiare la propria vita per mari su rotte infestate da predoni. I pericoli restano però anche nell’era contemporanea. Se un vulcano può rendere impossibili i trasferimenti, lo scoppio di un’epidemia li rende rischiosi. Secondo l’Oms, sono già 1.900 le vittime del virus Ebola in Africa occidentale. Le tensioni politiche trasformano inoltre mercati importanti in aree ad alto rischio. Come in Ucraina, dove continuano gli scontri armati e le manovre militari, mentre molte compagnie aree hanno deciso di non sorvolare il paese dopo l’abbattimento del velivolo della Malaysia Airlines.

LA VIDEOCONFERENZA PER GARANTIRE LA BUSINESS CONTINUITY

Per le aziende la prima vittima delle catastrofi naturali è la business continuity: le attività lavorative si interrompono in attesa che l’emergenza rientri. E i costi possono essere molto alti. Se è impossibile contrastare la forza esplosiva di un vulcano o contenere un’epidemia in tempi brevi, la soluzione per proteggere lavoro e imprese è al tempo stesso semplice ed economica: la video conferenza. Vedersi, parlarsi, interagire con immagini in alta definizione come se si fosse seduti alla stessa scrivania. Senza perdere la comunicazione non verbale, che trasmette molte più informazioni di quella verbale: secondo la programmazione neuro linguistica, addirittura il 93% del totale. I servizi oggi disponibili sul mercato permettono di farlo a costi ridotti e anche da dispositivi portatili, come pc o tablet. Per utilizzare JOINVIDEO, per esempio – il primo servizio professionale di videoconferenza hd accessibile anche da thin client – bastano 2 euro al mese per postazione.

SUPERARE LE VECCHIE ABITUDINI

Molto spesso si continua a viaggiare anche in circostanze sfavorevoli per un mix di abitudine e diffidenza. Comprare i biglietti, fare la valigia e partire sono azioni che hanno sempre fatto parte dell’immaginario del professionista impegnato ad annodare i fili del business internazionale. Se vedersi di persona a volte può essere utile, la maggior parte dei viaggi di lavoro si può sostituire tranquillamente con una teleconferenza. Superata l’abitudine bisogna vincere la diffidenza. Si pensa che per concludere un affare sia sempre necessario incontrarsi di persona. Le nuove tecnologie permettono web conference con una qualità di immagine che rende l’incontro a distanza ugualmente efficace. Per di più, con servizi innovativi come LangPlaza, è possibile disporre di un interprete sempre collegato in videoconferenza all’ora desiderata.

UN’ANCORA DI SALVEZZA

In tempi normali la video conferenza e le conference call sono soluzioni convenienti, perché abbattono i costi di trasferta e aumentano le ore di lavoro. E fanno bene all’ambiente, perché riducono le emissioni di CO2 nell’atmosfera. In giorni di emergenza si trasformano in un’ancora di salvezza, perché permettono alle imprese di sopravvivere alle catastrofi naturali. Già navigare tra le onde della crisi economica è una sfida impegnativa. E’ su questa che dovrebbero concentrarsi le aziende, senza rischiare di andare alla deriva a causa di eventi imprevedibili.

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