Medicina, la formazione degli infermieri si fa in videoconferenza: 11 centri in rete grazie a JoinVideo

A colloquio con Silvia Chiesa, responsabile del 3° Corso di Alta Formazione in radioterapia oncologica per infermieri: “L’interazione in videoconferenza diventa un meccanismo molto semplice. E’ un po’ come imparare a camminare”.

Un percorso formativo che mette in rete ospedali, cliniche e università in Italia e all’estero per stare al passo con le ultime novità in campo radioterapico. Sono distribuite su tutto il territorio nazionale e in Svizzera le strutture che partecipano al 3° Corso di Alta Formazione e Aggiornamento per gli infermieri operanti in radioterapia oncologica organizzato dal Centro Gemelli Art in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e il Ministero della Salute.

In totale, sono ben 11 i centri aderenti – da Trento a Messina, passando per Roma e Lugano – con la partecipazione di oltre 30 infermieri da gennaio a maggio.

Un progetto di grande portata, diventato realtà grazie al servizio di videoconferenza fornito da Joinconferencing, attraverso aule virtuali su piattaforma tecnologica JoinVideo. Una soluzione che permette di connettere non solo gli apparati da sala, ma anche i pc e i dispositivi mobili dei partecipanti, e consente di condividere i contenuti formativi del corso.

Ne parliamo con la responsabile del corso Silvia Chiesa, terapista oncologa del Centro Gemelli Art del Policlinico Agostino Gemelli specializzata nella formazione scientifica degli infermieri.

Come funziona l’interazione degli infermieri in video conferenza durante il corso?

La risposta è semplice: funziona. Spesso si pensa che lo schermo di un televisore e di un pc rappresenti qualcosa di invalicabile, una sorta di barriera tra noi e quello che ascoltiamo e vediamo. Invece, quella che alcuni possono provare è solo una resistenza iniziale.

E’ un po’ come imparare a camminare, perché l’interazione in videoconferenza diventa un meccanismo molto semplice che consente la comunicazione tra le persone, fisicamente situate nel proprio centro di appartenenze, ma virtualmente all’interno di una stessa stanza.

In particolar modo, in questo corso gli infermieri possono intervenire e porre delle domande al docente: Non solo. Possono anche scambiare delle opinioni e confrontarsi sulle loro esperienze professionali con immediatezza e semplicità.

Con quali dispositivi si collegano i partecipanti?

I partecipanti si possono collegare dai loro centri di appartenenza o, all’occorrenza, dalle loro abitazioni con un personal computer. Se dotati di una webcam sono ovviamente visibili a tutti gli altri partecipanti, che virtualmente si collocano nella stessa stanza. Molto utile è anche la possibilità di connettersi in videoconference mediante i tablet e gli smartphone, scaricando semplicemente un’applicazione.

Che impressioni ha raccolto tra gli infermieri che partecipano al corso?

Le impressioni sono molteplici. Il corso completa e approfondisce la formazione degli infermieri sulla radioterapia. Le sue caratteristiche innovative, che lo rendono speciale, sono prima di tutto i destinatari: infermieri che operano nella radioterapia. I contenuti sono ad alta specificità e fortemente raccomandati dall’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica.

Non meno importante è la metodologia con cui viene svolto questo corso di quattro mesi, che è appunto il sistema della videoconferenza. Per i colleghi è stata un’esperienza nuova. Il fatto di comunicare con centri situati in diverse parti nel nostro paese dà la sensazione di una cultura che si diffonde e di una sensibilizzazione che diventa sempre più capillare.

A questo proposito amo ricordare: quella di due infermieri che si sono incontrati per la prova di valutazione finale qui a Roma. Era un incontro fisico. L’emozione era forte. Ma lo era ancora di più perché con il sistema di teleconferenza era come se si conoscessero ormai da tempo”.

Centri Partecipanti al Corso:

Roma – Universita’ Cattolica – Policlinico Gemelli
Milano – Ospedale Niguarda
Bologna – Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale
Ascoli Piceno – Asur Marche
Campobasso – Universita’ Cattolica – Fond. Giovanii Paolo II
Busto Arsizio – Ospedale di Circolo
Novara – Ospedale Maggiore
Messina – Dipartimento di Scienze Biomediche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali
Lugano – Clinica Luganese
Aviano – GOCNE
Trento – Azienda Prov. Servizi Sanitari

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